(Carlos Passerini e Paolo Tomaselli) Maignan si ritrova Aquila magica (7), gabbia rialza la testa (6,5) Martinez si conferma re di Coppa 87), Calha è una fionda (7,5): QUI voti e giudizi di tutti i protagonisti
(di Alessandro Bocci) Il Milan si illude, l’Inter rimonta. Il primo tempo dell’infinito derby di Coppa Italia assomiglia all’ultimo di campionato. Stesso risultato, che lascia tutto in bilico. Al diagonale implacabile di Abraham risponde la fiammata dell’ex Calhanoglu, una maledizione per i rossoneri che se lo sognano anche di notte. Gol e rimpianti, in una sfida che non passerà alla storia. Il Milan, che aveva perso 4 delle ultime 6 partite, chiude con l’orgoglio di chi riesce a tenere testa ai cugini più forti e più in fiducia. L’Inter, che aveva vinto 7 delle ultime 8, per lunghi tratti sembra anestetizzata, forse con la mente agli impegni importanti e pressanti di questo aprile da sogno.
Ma sull’orlo del burrone, e grazie ai cambi azzeccati di Inzaghi che inserisce qualche titolare in più rispetto alla formazione iniziale, prima pareggia e poi rischia di vincere. Lo sprint fallisce per le parate di Maignan, decisivo su Zalewski e Mkhitaryan. Appuntamento il 23 aprile quando gli inzaghiani sapranno se sono arrivati alle semifinali di Champions e magari avranno più chiaro il destino in campionato. Il Milan deve sfruttare queste due settimane per riguadagnare fiducia e migliorare la classifica che adesso è pesantemente deficitaria. La differenza di qualità non è così ampia come dice la storia del campionato. Ma è chiaro che l’Inter, sempre in corsa per il triplete, resta favorita.
Inzaghi, rispetto all’Udinese, ne cambia sei compreso il portiere, più di mezza squadra pensando al Parma, sabato al Tardini, ma soprattutto alla trasferta in Baviera, martedì contro il Bayern Monaco. Conceicao, che non ha niente da perdere, tanto ha già perso quasi tutto, sceglie Jimenez sulla corsia destra e conferma Abraham al centro dell’attacco, una mossa felice. La partita stenta a decollare: ritmo basso e squadre prudenti. Il Diavolo fatica a scrollarsi di dosso il peso di una stagione fallimentare, l’Inter paga dazio alla inevitabile rivoluzione: Frattesi non si lega bene con Calha e Barella e senza Lautaro l’attacco perde potenza e fantasia. Lo stesso Thuram, piuttosto in ombra, si sente orfano del gemello.
Con il passare dei minuti il tono un po’ sale. L’Inter, che già aveva impensierito Maignan con un tiro di Correa, ha un’occasione ghiotta con De Vrij. Ma l’incornata dell’olandese, a due metri dalla porta, è sventata da Abraham in versione difensore. E subito prima dell’intervallo, sempre di testa, spreca Frattesi. Nel mezzo c’è anche il Milan. L’azione più bella coinvolge i pezzi pregiati rossoneri, Pulisic, Reijnders e Leao, il cui tiro è deviato con un piede da Martinez, lesto undici minuti più tardi a chiudere lo specchio della porta a Abraham.
Al primo affondo della ripresa il Milan rompe l’equilibrio con il diagonale imprendibile proprio di Abraham, che sta mettendo in ombra Santi Gimenez. Ma sono evidenti le disattenzioni nerazzurre: Frattesi è morbido nel contrasto fuori dall’area con Fofana, Bisseck si fa sorprendere dal movimento del centravanti inglese. L’Inter è in bambola, sorpresa e scollata. Inzaghi, dopo un’ora scarsa, prova la terapia d’urto cambiando tre giocatori, Zalewski e due titolari pesanti: Pavard in difesa e Mkhitaryan a centrocampo.
Mosse azzeccate, soprattutto l’armeno. Ma il pareggio lo firma il solito ex: la fiammata di Calhanoglu, che al Milan aveva segnato nel settembre del 2023, sorprende Maignan. Poi solo Inter, anche se il risultato non cambia. E il ritorno promette di essere una finale anticipata, una partita senza domani, quelle che Inzaghi di solito non sbaglia. Ma se i ragazzi di Conceicao giocheranno con questo spirito niente sarà vietato. In fondo contro l’Inter il Diavolo non ha mai perso. E qualcosa vorrà pur dire…
Milan e Inter pareggiano 1-1 nella semifinale di andata di Coppa Italia. I gol di Abraham al 47′ e di Calhanoglu al 67′. Gara di ritorno il 23 aprile, si deciderà tutto lì.
Mkhitaryan fermato in area da una grande parata di Maignan
Grande risposta di Maignan su un tocco di Zalewski a due passi dalla porta dopo un liscio a centro area di Walker.
Conceicao si gioca Gimenez e Joao Felix
Dentro Sottil al posto di Jimenez
I nerazzurri si riportano in parità con il gran tiro dal limite di Calhanoglu sul quale Maignan forse ha qualche responsabilità. Ma quella del turco resta una prodezza
Il tiro in area dell’olandese viene deviato da Calhanoglu
Dentro Mkhitaryan, Pavard e Zalewski. Fuori Frattesi, Bisseck e Carlos Augusto
Strattonate fra Pavard e Jimenez, con quest’ultimo che viene poi duramente ripreso da Acerbi, il quale si stava scaldando da quelle parti. Giallo per il difensore interista
Reazione veramente veemente dell’Inter, con De Vrij che manca il colpo di testa in area
Sul tiro a giro di Barella dal limite vola Maignan. I nerazzurri provano subito a scuotersi
Possesso prolungato del Milan al limite dell’area, con l’attaccante favorito da un rimpallo vinto da Fofana. Una volta in area il suo diagonale non ha lasciato scampo a Martinez
Palla all’Inter, nessun cambio
Fra Milan e Inter è 0-0. Partita inizialmente dai ritmi lenti, poi ecco le occasioni. Martinez salva due volte su Leao e Abraham, Maignan si oppone a Correa e soprattutto a Frattesi
Bella azione dei nerazzurri con Thuram che dalla sinistra trova Frattesi al centro. Il colpo di testa di quest’ultimo viene parato da un Maignan decisivo
Barella steso al limite dell’area, della punizione si incarica Calhanoglu con Maignan che devia il tiro potente ma centrale in angolo
Ma il tiro dalla distanza viene smorzata dalla difesa e parata da Maignan
Reijnders trova l’imbucata in area per Abraham, ma Martinez è ancora una volta bravo nell’uscita coi piedi
Cross dalla destra di Darmian per il colpo di testa di Bastoni, ma il centrale del Milan anticipa l’avversario quel tanto che basta
Ma dopo un breve check della Var l’arbitro Fabbri lascia correre, niente rigore per l’Inter
Il francese ruba palla a Pulisic, poi punta la porta e al limite tenta l’imbucata per Correa, ma la difesa del Milan si salva in corner
Gran lancio senza guardare di Reijnders, che lancia Leao. Il portoghese in area, da posizione defilata, si fa murare da un ottimo Martinez
Ottima punizione al limite per il Milan, ma l’attaccante centra la barriera
Sulla punizione di Calhanoglu spizzata di Bisseck e colpo di testa di De Vrij, sul quale interviene Abraham ancora prima di Maignan
Triangolazione Thuram-Bisseck, per fermare il quale il francese si becca la prima ammonizione della partita
Azione insistita da parte di Jimenez e Reijnders sulla destra, la palla attraversa l’aria di rigore e dalla parte opposta si coordina Theo Hernandez, il cui destro però finisce altissimo
Ritmi bassi, con tanti errori tecnici in mezzo al campo
Sugli sviluppi del corner sponda sul secondo palo di Thuram, che serve la corsa di Correa. Il tiro dell’argentino viene parato in due tempi da un attento Maignan.
Fallo di Thiaw su Thuram, punizione interessante anche se da posizione defilata per Calhanoglu. Reijnders allontana in angolo
Darmian prova a lanciare il francese, che però viene anticipato per due volte da un attento Gabbia
Il portoghese ruba palla a Frattesi e punta Darmian sulla sinistra, con l’esterno nerazzurro che lo stende. Ma sugli sviluppi della punizione, la difesa interista allontana
Il primo pallone lo tocca il Milan
Fra poco il calcio d’inizio
È il derby tra la squadra più forte e quella più stramba. Ma proprio perché è un derby l’emotività della partita può ribaltare il pronostico. Del resto nei tre precedenti in questa stagione è sempre successo. L’Inter non ha mai vinto e al Milan ha consegnato su un piatto d’argento la Supercoppa, il primo trofeo stagionale. Ora Inzaghi ha l’occasione di prendersi la rivincita dentro un aprile dolce e stuzzicante. QUI il commento completo
Milan e Inter hanno ormai giocato derby in campionato , Coppa Italia e Champions. Dal gol di Cutrone ai petardi contro Dida, da Dimarco capopopolo e Conceicao col sigaro ecco alcuni degli episodi più iconici della stracittadina
Dopo Furlani ha parlato anche il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, sempre ai microfoni di Mediaset: «Il nostro obiettivo era essere presenti in campionato, Coppa Italia e Champions. Ci siamo, stasera inizia la prima parte di un test che nel ritorno deciderà la finalista. Siamo consapevoli di poter recitare il ruolo di protagonisti».
Prima del calcio d’inizio ha parlato ai microfoni di Mediaset l’amministratore delegato del Milan Giorgio Furlani: «Paratici nuovo direttore sportivo? Vogliamo migliorare la parte sportiva ma non abbiamo chiuso ancora con nessuno. L’intenzione è prendere un direttore più tradizionale e riconsolidare quei ruoli in una persona. Il futuro di Ibrahimovic? Resterà».
Il brasiliano del Marsiglia piace molto a Simone Inzaghi, in virtù della sua capacità di saltare l’uomo: è valutato 30 milioni. Allo stadio c’è anche il dirigente del club francese. QUI la storia completa
Scelta singolare per Simone Inzaghi che, a causa di un aprile intasato di impegni e dei quarti di Champions contro il Bayern Monaco dietro l’angolo, schiera solo 4 titolarissimi dal 1′. I due azzurri in coppia dal 1′, è solo l’ottava volta che capita in quasi due anni.
Il centrocampista non sarà neanche in panchina a causa di un attacco febbrile.
MILAN (4-2-3-1): Maignan; Walker, Thiaw, Gabbia, Theo Hernandez; Fofana, Reijnders; Jimenez, Pulisic, Leao; Abraham. Allenatore: Conceicao.
INTER (3-5-2): Martinez; Bisseck, De Vrij, Bastoni; Darmian, Frattesi, Calhanoglu, Barella, Carlos Augusto; Thuram, Correa. Allenatore: Inzaghi.
Dopo il successo del Bologna ad Empoli, ecco la seconda semifinale in programma, quella più attesa. Tutti gli occhi sono puntati su San Siro, dove il Milan non può più sbagliare se vuole dare un senso a una stagione tormentata, mentre l’Inter vuole continuare a sognare il triplete. QUI dove vedere la partita in tv